Regione: Campania
Abitanti: 1.206.000 c/a
Come arrivare:
in treno alla stazione di Napoli Centrale;
in automobile autostrada A1 Milano-Napoli; A16 Napoli-Bari; A3
Napoli-Salerno
in autobus a Piazza Garibaldi.
Recapito telefonico dell'Ente Turismo o Pro Loco:
Ente del Turismo di Napoli - Piazza dei Martiri, 58 Tel. 081 40
53 11
Azienda Autonoma per il Turismo- Palazzo Reale Tel. 081 2525711
Osservatorio Culturale - Comune di Napoli - Piazza del Plebiscito
tel. 081.247 11 23
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Segnalazione inviata da:
Circolo Legambiente/Neapolis 2000
e.mail: neapolis@hotmail.com
tel.fax. 081 081294511
Web site: www.napolisworld.it
Per visitare Napoli e i suoi dintorni assieme a chi la vive
quotidianamente contribuendo a migliorarla giorno per giorno
Ecco i nostri servizi per un turismo sostenibile e responsabile
individuali e per gruppi
Soggiorni,Passeggiate e itinerari, escursioni nei dintorni, lezioni
introduttive alla visit, pasti tipici
servizio trasporto con minibus
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in treno alla stazione di Napoli Centrale;
in automobile autostrada A1 Milano-Napoli; A16 Napoli-Bari; A3
Napoli-Salerno
in autobus a Piazza Garibaldi.
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Neapolis fu fondata nel 470 a.C. circa, da un gruppo di Cumani,
Siracusani ed Ateniesi, poco lontano dal centro più antico
Palepolis risalente al IX sec. A.C., esercitando una forte
influenza culturale di matrice greca.
La nuova città fu dotata di un circuito di mura a doppia
cortina costruite in tufo e di un impianto urbanistico a pianta
ortogonale, costituito da tre grosse strade con orientamento est-ovest
attraversate perpendicolarmente da circa venti strade più
piccole in senso sud nord. Sin dal 450 a.C. cominciò a
coniare moneta e ben presto divenne la città più
importante del golfo tenendo sotto controllo Ischia e Capri. Intrattenne
rapporti di alleanza con Sanniti e Romani riuscendo a rimanere
sempre indipendente e fedele alla sua natura greca. Occupata dai
Bizantini, poi dai Goti, divenne infine capitale del ducato autonomo.
Dopo un breve periodo di dominazione longobarda, cadde sotto i
Normanni, finché con l'avvento degli Angioini non fu annessa
al regno di Sicilia tornando ad essere capitale (1266). Dal 1442,
la città, si sottomise prima agli Aragonesi, poi al francese
Carlo III, e in fine al re spagnolo Ferdinando il Cattolico. Nel
1647 dopo la ribellione di Masaniello Napoli passò alla
Casa d'Austria, in seguito Carlo di Borbone assicurò il
regno alla sua dinastia,che governò, ad esclusione dell'intermezzo
napoleonico, fino al 1860 quando fu annessa all'Italia di Garibaldi.
Di ogni età abbiamo testimonianza in numerosi monumenti,
chiese, monasteri, statue, dipinti e così via. Quest'intricato
avvicendamento di popoli e culture diverse ha fatto sì
che Napoli diventasse ciò che è oggi, una grossa
metropoli cosmopolita tale da poter essere considerata nella sua
interezza come un grande museo all'aperto.
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I itinerario
Alla ricerca della Napoli Gentile attraverso il Moiariello.
Da Via Foria a Capodimonte un itinerario per un turismo responsabile
consigliato Legambiente
L'itinerario che proponiamo è un percorso insolito nella
Napoli dei vicoli, delle scale, dell'arte e del verde, un intreccio
di arte, natura e cultura ma anche di folklore e tradizione.
Punto di partenza è via Foria, una strada oppressa dallo
smog e dall'inquinamento del traffico veicolare, da cui ci allontaneremo
per "scoprire" le bellezze di una Napoli nascosta e
per puntare dritti verso il più grande polmone verde della
città: il parco di Capodimonte.
Da Via Foria, ci dirigiamo verso Via Giuseppe Piazzi (la via dedicata
all'insigne astronomo, scopritore del primo asteroide e fondatore
nel 1819 del primo Osservatorio Astronomico d'Europa) per "arrampicarci"
su una delle 200 scale napoletane: Salita Montagnola (così
chiamata per la sua caratteristica configurazione), la strada
era anche detta dei Ceraiuoli, perché vi si lavoravano
le candele, o della Pacella, da una casa di convalescenza dipendente
dall'Ospedale della Pace. Da qui, in pieno centro urbano, si ritorna
dietro nel tempo laddove è possibile riscoprire la "Napoli
Gentile", ricca di un verde ancora legato alle antiche tradizioni
contadine: Un bellissimo vigneto terrazzato, un luogo che conserva
ancora gli odori, i sapori e le attività di un tempo. Infatti
non è difficile incontrare una processione della Madonna
dell'Arco o sentire le "voci" della vecchia Napoli.
Risalendo ancora la collina si arriva alle scale del Moiariello
che conservano anch'esse un carattere agreste e di borgo isolato
cui indubbiamente deriva il toponimo riconducibile al termine
Moggio - unità di misura agraria - .
Alla fine delle scale è la Torre del Palasciano - 1868
- che fonde elementi neomedioevali e neo rinascimentali.
Parallelamente alle scale è la Via Ottavio Molisano - la
c.d. Posillipo dei poveri - da cui si può osservare la
bellezza paesaggistica del Golfo di Napoli: il Vesuvio, la penisola
Sorrentina, Capri, San Martino.
Ancora più avanti troviamo l'Osservatorio Astronomico di
Napoli fondato nel 1819 da Giuseppe Piazzi e modificato da Federico
Zuccari. Attualmente è adibito a Museo ed è visitabile
su appuntamento.
Infine giunti a Capodimonte (Caput de Mundi) ci inoltriamo nel
famoso Parco voluto da Carlo di Borbone nel 1734 quando decise
di erigere sulla collina di Capodimonte la sua reggia.
Il palazzo reale di Capodimonte, attuale museo, è circondato
da un bellissimo parco di 20 ha, ricco di numerose varietà
arboree; esso fu realizzato su progetto dell'architetto F. Sanfelice.
Lecci, pini, tigli, aceri, olmi, roverelle, sambuchi ed un sottobosco
di edere, rovi, ortiche, pungitopo, e di tarassaco e ciclamini
costituiscono la vegetazione spontanea del bosco. Altre specie
sono state introdotte poi dall'uomo: cipressi, ippocastani, cedri
del Libano, tassi, magnolie, nonché un esemplare unico
di palma argentata e rarissimi alberi di lauro-canfora.
L'impianto compositivo del parco coniuga lo stile francese dei
viali simmetrici e dei giardini con il rigoglioso assetto botanico
dei boschi di leccio, di castagno e di olmo di gusto più
romantico inglese. infatti, mentre il cuore del parco è
ordinato dal tracciato geometrico dei viali, il contorno si adegua
all'andamento orografico naturale e a un tipo di vegetazione spontanea.
II Itinerario: Parthenope -Palepolis
La visita si snoda a partire dall'isolotto di Megaride verso
il Monte Echia, ed intende ripercorrere il cammino degli antichi
coloni greci, che arrivati prima presso Pithecusa (Ischia), si
trasferirono, sulla terraferma per fondare Cuma, ed infine colonizzarono
l'intero golfo con la costruzione di Dicearchia (Pozzuoli) e di
Parthenope, collocando i loro miti presso i Campi Flegrei (Lago
Lucrino ed Averno).
Da Monte Echia, è possibile vedere tutto il Golfo di Napoli:
i tre castelli, le due regge, il porto e, ultimo nato, il centro
direzionale.
Parthenope è il primo nucleo insediativo di Napoli,
fondata nel 650 a.C. circa dai Cumani tra l'isolotto di Megaride
e il Monte Echia. Sopravvisse fino al 550 a.C. quando probabilmente
fu distrutta dagli stessi Cumani gelosi della sua prosperità;
riprese la sua vita alla metà del IV sec. a.C. ma con il
nome di Palepolis in contrapposizione a Neapolis - la nuova città
- che era ormai sorta già da un secolo.
L'insediamento traeva il suo nome dalla leggenda delle sirene
Leucosia, Ligea e Parthenope che vivevano nelle isole Li Galli,
di fronte a Sorrento; non essendo riuscite ad irretire con il
loro canto Ulisse, si abbandonarono alla morte e i loro corpi
furono portati dalle correnti marine rispettivamente presso Punta
Licosa,Terina e Parthenope.
Monte Echia costituiva l'acropoli di questo insediamento: qui
nel periodo romano, con la costruzione sull'intera costa napoletana,
da Capo Miseno a Punta Campanella, di ville d'otium, si sviluppò
la sontuosa villa di Lucullo che dal Monte Echia doveva scendere
a gradoni fino a Megaride ed inglobare probabilmente anche Piazza
Plebiscito. Qui vi fu collocata la prima biblioteca del mondo
romano.
Sull'isolotto di Megaride esisteva già un approdo rodio
che fu abbandonato o distrutto all'arrivo dei Cumani, i quali
con la costruzione di questa nuova città intendevano controllare
l'intero golfo.
Nel corso degli anni l'isolotto vide una serie di trasformazioni
che lo portarono ad essere prima monastero e poi castello-prigione:
il Castel dell'Ovo, dove fu ucciso da Odoacre, l'ultimo imperatore
romano Romolo Augusto.
II Itinerario: Neapolis
Da Monte Echia, scenderemo fino a Piazza Plebiscito e continueremo
per Via Roma fino ad arrivare in Piazza del Gesù, per proseguire
verso il centro storico da dove inizierà la visita ai resti
della città greco-romana Neapolis.
L'itinerario proposto si snoderà a partire dalla Galleria
Principe di Napoli - Museo archeologico Nazionale, per proseguire
verso S. Aniello a Capo Napoli (antica acropoli), Via Anticaglia
(luogo degli antichi teatri), Vico Cinquesanti, Piazza S. Gaetano
(antica agorà), Via Tribunali, per terminare poi a Piazza
Bellini (mura greche).
Nel 470 a.C. circa, dopo la vittoria contro gli Etruschi del 474
a.C., i Cumani insieme ai Siracusani che li avevano aiutati nella
vittoria, fondarono Neapolis.
La città ad impianto ortogonale era racchiusa da una possente
cinta muraria a doppia cortina aperta da porte principali alla
fine di ciascuno dei tre decumani principali e da innumerevoli
porte secondarie.
La città fu dotata di un'acropoli (attuale Sant'Aniello
a Caponapoli) dove era il tempio dedicato alla protettrice della
città, Demetra Tesmophoros, un'agorà (su cui si
sovrappose il Macellum di età romana - attuali Scavi di
San Lorenzo) con il tempio dedicato ai Dioscuri (attuale Chiesa
di San Paolo Maggiore), un tempio dedicato a Cerere, e due teatri,
uno coperto di forma quadrangolare ed uno scoperto.
Nelle zone marginali, fuori le mura furono collocate le necropoli
(Catacombe dei Cristallini) e in età romana le terme (Carminiello
ai Mannesi).
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A Napoli si mangia bene ovunque...buone ed economiche le pizze
nel centro antico in Via Tribunali...per suggerimenti piu' dettagliati
scrivere una mail a: neapolis@hotmail.com
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Informazioni "Ambiente & Cultura" - Servizi per
il Turismo e il tempo libero
Vico della Quercia, 7 Napoli Tel/Fax 081.5643069
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Capodanno in Piazza del Plebiscito - Fuochi a mare
Maggio dei Monumenti - Itinerari, iniziative e spettacoli nei
luoghi d'arte a Napoli
1° Sabato di Maggio - Processione e Miracolo del Sangue di
San Gennaro dal Duomo alla Chiesa di Santa Chiara
Estate a Napoli: Musica, Teatro, Cinema e spettacoli in tutta
la città
7 settembre: Festa della Madonna di Piedigrotta
19 settembre e sabato prima della prima domenica di maggio: Festa
di S. Gennaro
Natale a Napoli: Mostra dell'Artigianato presepiale in S. Gregorio
Armeno, Concerti nelle Chiese, Spettacoli, Teatro, presepe vivente...
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pizza, sfogliatella, arancini di riso, panino napoletano, pastiera,
caffè, babà, ecc.
Artigianato locale:
pastori, fiori di carta, ferro battuto, ceramica di Capodimonte.
Curiosità e tipicità del luogo:
Napoli è una delle poche città al mondo con due
centri originari: Parthenope e Neapolis. La sua morfologia si
presenta racchiusa fra le colline (Capodimonte, Vomero, Posillipo
e Camaldoli) e il mare. Per questo a Napoli sono presenti oltre
200 fra scale e gradinate; vecchie strade pedonali che formano
un percorso ricco di suggestivi scorci.
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Centro Storico con chiese e palazzi dall'età greco-romana
ai giorni nostri, Duomo di S. Gennaro, Piazza Plebiscito, Chiesa
di S. Francesco da Paola, Palazzo Reale, Teatro S. Carlo, Galleria
Umberto I, Castelnuovo/Maschio Angioino, Piazza Municipio. Museo
Archeologico Nazionale, Reggia e Parco di Capodimonte, Museo Duca
di Martina e Villa Floridiana, Museo della Certosa di S.Martino
e Castel S. Elmo, Castel del'Ovo, Villa Comunale, Acquario, Orto
Botanico
e tanto altro.
Vedi anche nei dintorni:
Campi Flegrei: Baia, Lucrino, Pozzuoli, Misero, etc (ricchi di
testimonianze archeologiche e naturalistiche);
Portici (9 km) antico borgo medievale famosa per la costruzione
della prima ferrovia d'Italia.